Circolazione del metallo e dei manufatti del Bronzo dell'Italia settentrionale

Atti della XXXIX riunione scientifica IIPP “Materie prime e scambi nella preistoria italiana”

Nell’antica età del Bronzo dell’Italia settentrionale il rame circolava sotto diverse forme, che possiamo indicare complessivamente con il nome di lingotti indipendentemente dalla loro specifica forma. Per il BA I A possono essere considerate asce-lingotto le cinque asce del ripostiglio dell’Isolino di Varese. Le analisi effettuate da Otto e Witter indicano che queste asce sono state fuse con un rame ridotto da minerali di Fahlerz con Ni > Sb > As > Ag. I ripostigli di Cresciano-Osogna (Bellinzona) e di S. Fiorano (CR) erano costituiti da centinaia di piccoli lingotti a forma di ascia bipenne, assolutamente non funzionali e del peso compreso tra 27 e 41 g. L’analisi di un esemplare del ripostiglio di Cresciano ha mostrato che anche in questo caso si tratta di rame ridotto da minerali di Fahlerz con Sb > Ni > Ag > As. Il ripostiglio di Pieve Albignola, databile alla fine del BA, comprendeva 25 asce a m.r. finite e 12 asce grezze di fusione. Le prime sono in bronzo con percentuali di Sn variabili per lo più dal 6 all’8%. Le seconde sono in rame con percentuale di Sn tra 0,2 e 0,9%, a parte una sola eccezione. È probabile, quindi, che siano asce-lingotto. Il ripostiglio della Baragalla (Reggio Emilia) con un frammento di ascia tipo Bevaix e un’ascia a m.r. spezzata in due ab antiquo documenta per la prima volta la circolazione dei rottami per il recupero della materia prima, inoltre due piccoli pani di forma irregolarmente ellittica sono in rame puro. Nella media età del Bronzo l’uso delle asce-lingotto sembra abbandonato a favore dei pani a sezione pianoconvessa con diametri da 10 fino a 14 cm e peso variabile tra 300 e 1250 g. Frammenti di lingotti di questo tipo sono ampiamente documentati in un deposito di fonderia rinvenuto nella palafitta della Lugana Vecchia presso Sirmione, insieme a scorie di fusione, barrette di rame e di piombo e numerosi rottami provenienti da asce, falci, pugnali e altri manufatti. Nel BR cominciano a circolare i grandi pani a sezione piano-convessa con diametri variabili tra 19 e 23 cm e pesi fino a quasi 9500 g. Di particolare interesse è il carico di crogiolo della terramara di Castellarano (Reggio Emilia), formato da frammenti di lingotti a sezione pianoconvessa, in rame puro, e da rottami di asce, falci e spade, con percentuali di Sn tra il 5 e il 12%. Nella seconda parte si affronta il tema della circolazione dei prodotti finiti. Le carte di distribuzione sono l’unico strumento per studiare la circolazione dei prodotti finiti e per cercare di comprendere dove fossero ubicate le officine che li producevano. Vi sono diversi modelli di distribuzione. Gli oggetti di prestigio mostrano una diffusione molto ampia indicativa di una estesa rete di comunicazioni a vasto raggio gestita dalle élites sociali. Rientrano in questo caso le goliere o i pugnali a manico fuso dell’antica età del Bronzo e le spade della media età del Bronzo. Gli oggetti di uso comune come asce e spilloni mostrano una diffusione più circoscritta e compatta. È interessante osservare il diverso orientamento dell’Italia nord-occidentale e dell’area delle palafitte del Garda e delle terramare. La prima gravita decisamente verso le province occidentali della cultura dei Tumuli, come dimostrano i bronzi della palafitta di Viverone, il ripostiglio della Cascina Ranza e numerosi ritrovamenti sporadici. L’area palafitticola-terramaricola esercitò, invece, un forte influsso verso il versante alpino orientale e il bacino carpatico, come dimostra il caso delle spade tipo Sauerbrunn-Boiu. Il maggior numero di esemplari proviene dal Veneto e dal Friuli ed inoltre in queste regioni le spade tipo Boiu sono state scoperte tanto in tombe (18 esemplari) quanto nel letto dei fiumi (10 esemplari), mentre in Ungheria, Austria, Slovacchia e Romania a fronte di 14 deposizioni nei fiumi si conoscono solo 2 o 3 casi di tombe. È probabile, quindi, che l’origine delle numerose spade tipo Boiu rinvenute nel Danubio sia da ricercare se non proprio nelle officine dell’Italia nord-orientale in modelli diffusi da questa regione.

R. C. DE MARINIS – Circolazione del metallo e dei manufatti del Bronzo dell’Italia settentrionale

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