Il paesaggio marchigiano durante l’Olocene inferiore e medio

Atti della XXXVIII riunione scientifica IIPP “Preistoria e Protostoria delle Marche”

IL PAESAGGIO MARCHIGIANO DURANTE L’OLOCENE INFERIORE E MEDIO. – Con l’inizio dell’Olocene, come in altre parti del modo, anche nell’area marchigiana si è avuto un graduale miglioramento delle condizioni climatiche, contraddistinto dalla crescita di estese foreste a latifoglie e dallo sviluppo di suoli bruni che riducevano drasticamente l’alterazione fisica sui versanti e i conseguenti processi di aggradazione negli alvei, favorendo l’attivazione di processi di erosione nei sistemi idrografici. Nei tratti montani delle valli, la formazione di dighe di travertino da parte di acque alimentate da acquiferi calcarei, impediva localmente l’approfondimento erosivo, dando origine a modesti bacini lacustri. I processi deposizionali perduravano nella fascia periadriatica, lungo i tratti fluviali incisi nel corso della regressione würmiana e ancora interessati dalla risalita del livello marino, con la messa in posto di spesse coltri sabbiose all’interno di ampi valloni. Il rinvenimento di numerosi livelli neolitici e eneolitici nelle sequenze alluvionali e eneolitici in quelle deposte ai bordi dei bacini lacustri testimonia una intensa frequentazione umana delle piane fluviali e delle valli montane. Durante il IV millennio la deposizione di travertino si esaurisce e si verifica negli alvei una breve fase di aggradazione generalizzata. In tempi immediatamente successivi i canali fluviali risultano ovunque interessati da processi di erosione.

G. CILLA, F. DRAMIS, Il paesaggio marchigiano durante l’Olocene inferiore e medio

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