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170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. Neanderthal ed elefanti nella Maremma toscana, la sfida del clima

Comprendere i meccanismi dell’attuale crisi climatica e il suo effetto disastroso sul paesaggio, sull’economia e sulla società sta diventando una priorità assoluta: per interpretare questi fenomeni è fondamentale indagare il rapporto uomo-ambiente fin dalla più antica Preistoria, verificando come le comunità del passato hanno interagito con il proprio ecosistema e reagito ai suoi mutamenti.
Con questa mostra virtuale l’Istituto vuole presentare l’eccezionale caso studio di Poggetti Vecchi (Grosseto), un sito datato a 170.000 anni fa frequentato da neandertaliani e da elefanti antichi, attraverso un percorso a ritroso nel tempo, a partire dagli scavi che hanno svelato una nicchia ecologica particolare fino alla scoperta dei più antichi manufatti in legno mai prodotti in Italia.
La mostra è realizzata dall’ Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio pe rle province di Siena, Grosseto, Arezzo, con il contributo della Fondazione CR Firenze.

 

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Castelluccio. Ambiente, commercio e simboli nelle Sicilia Sud Orientale


18 dicembre 2021-28 febbraio 2022
Siracusa, Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”

Viale Teocrito 66

Suddivisa in sette sezioni, la mostra, a cura di Anita Crispino, presenta al grande pubblico reperti finora inediti, provenienti dallo scavo dell’abitato effettuato da Giuseppe Voza tra il 1989 e il 1993 ed è arricchita da reperti della cultura di capo Graziano concessi in prestito dal Parco Archeologico delle Isole Eolie. Uno spazio avrà la necropoli di contrada Travana a Buccheri e, infine, si potranno ammirare gli ossi a globuli ritrovati a Malta e in Puglia, grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico di Leontinoi, il National Museum of Archaeology di Malta e il museo archeologico nazionale di Altamura.
Il sito di Castelluccio, dopo gli scavi nella necropoli effettuati da Paolo Orsi alla fine dell’Ottocento, è risultato uno tra i più interessanti in Sicilia, tanto che Luigi Bernabò Brea diede il nome di “fase di Castelluccio” al periodo del Bronzo Antico siciliano, datato tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C.
Le moderne analisi condotte negli ultimi anni sui reperti faunistici, gli studi sui carboni e sui residui organici, hanno permesso di ricostruire l’ambiente, la fauna, la metodologia di costruzione delle capanne e le abitudini alimentari nella Sicilia del XXI sec. a.C..

Paleofest 2021 – Il Festival della Preistoria


Montevarchi, 2-3 ottobre 2021
Anche quest’anno l’IIPP partecipa in modalità virtuale al Paleofest, organizzato dall’Accademia Valdarnese del Poggio.

Verrà presentato un breve video come invito alla visita della mostra virtuale “Porto Badisco nel cinquantenario della scoperta“.

Clicca QUI per vedere il video

Nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Puglia), addentrandosi nelle profondità della terra, centinaia di immagini dipinte migliaia di anni fa, si susseguono lungo i suoi corridoi. Questa cavità conserva un vero e proprio santuario della Preistoria, del tutto inaccessibile ai visitatori di oggi.
Nel novembre 2020 l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha presentato una mostra virtuale dal titolo “Porto Badisco nel cinquantenario della scoperta. Una visita nel santuario preistorico attraverso le foto di Paolo Graziosi nell’Archivio fotografico IIPP”, un percorso virtuale nell’arte preistorica neolitica del grande complesso carsico, attraverso le fotografie scattate da Paolo Graziosi e accompagnati dalle sue parole.

Per la visita alla mostra virtuale clicca QUI

Il PROGRAMMA COMPLETO del Paleofest è consultabile QUI

La raccolta del Paleolitico francese del Museo Civico di Modena

MOSTRA
PRIMORDI: La raccolta del Paleolitico francese del Museo Civico di Modena
Museo Civico, Modena, Palazzo dei Musei, Largo Porta Sant’Agostino 337 – aperta fino a giugno 2022, ingresso gratuito su prenotazione https://www.museocivicomodena.it/it/info-utili
Il progetto di studio e valorizzazione della collezione si inserisce nel solco della riscoperta di raccolte di formazione ottocentesca conservate nei depositi. Dopo la “riscoperta” della raccolta egiziana, è ora la volta di una collezione di manufatti paleolitici in selce provenienti dalla valle della Somme, in Francia.
Anche in questa occasione lo studio archeologico dei reperti, affidato a Marta Arzarello del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, è stato affiancato dalle ricerche sulle modalità di formazione di una raccolta dal valore fortemente evocativo. Fu infatti il pioniere degli studi preistorici Boucher de Perthes a raccogliere per primo nella valle della Somme, a metà dell’800, numerosi manufatti del tutto simili a quelli della raccolta modenese e ad associarli a resti paleontologici. Questa ed altre scoperte diedero l’avvio agli studi di Preistoria in Europa ed ebbero grande rilievo nel dibattito fra creazionisti ed evoluzionisti che contribuì alla nascita della Preistoria come disciplina scientifica e alla fondazione di musei come quello di Modena, che proprio quest’anno celebra il 150° anniversario.

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Rassegna Stampa “Porto Badisco nel cinquantenario della scoperta” – Aggiornata al 19/04/2021

Continua la mostra virtuale Porto Badisco nel cinquantenario della scoperta  ancora visitabile per i prossimi mesi da questo link

La mostra ad oggi ha ricevuto più di 3100 visite.

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