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L’IIPP al Comics&Science PALACE 2026 – Lucca Comics&Games

L’IIPP torna al Comics&Science PALACE!

Nell’anno in cui Lucca Comics & Games festeggia i suoi 60 anni all’insegna della Legacy, parliamo anche noi di eredità: quella, molto più antica, che ci hanno lasciato le comunità preistoriche. Quattro appuntamenti, dal 29 ottobre al 1° novembre, per scoprire come si racconta la preistoria, con l’anteprima del nuovo podcast dell’IIPP Il tempo delle Origini, e per viaggiare tra i villaggi delle terramare, le torri nuragiche e i guerrieri di pietra della Lunigiana.

  • Giovedì 29 ottobre, ore 12:00 – Ma come te la racconto la preistoria?

Panel a cura dell’IIPP con Andrea Cardarelli e Silvia Florindi (IIPP), Alessia Nardi e Brayan Padilla (PRISMA Cultura), Patrizia Gioia, Letizia Silvestri, Gian Luca Zanzi e Silvia De Ventura (Museo di Casal de’ Pazzi), Alfonsina Pagano (CNR-ISPC) e Agostino Sotgia (Groningen Institute of Archaeology).

Fumetti, podcast, musei, strumenti digitali: come si trasforma la ricerca archeologica in un racconto capace di parlare a pubblici diversi, dai più piccoli agli adulti? Archeologi, museologi ed esperti di comunicazione e user experience si confrontano su linguaggi, esperienze e sfide della divulgazione della preistoria. Tra i casi presentati, il Museo di Casal de’ Pazzi porterà Matilde al Museo: un’avventura preistorica a Casal de’ Pazzi, fumetto muto e interattivo per bambine e bambini in età prescolare e della scuola primaria, e Voci dal Pleistocene, podcast realizzato con il CNR-ISPC. Agostino Sotgia racconterà invece come il fumetto possa diventare uno strumento per insegnare l’archeologia, a partire dal suo manuale a fumetti Sketching Sherds.

In questa occasione l’IIPP presenta in anteprima Il tempo delle Origini, il suo primo podcast: quattro puntate con Andrea Cardarelli, condotte da Alessia Nardi e prodotte da PRISMA Cultura, per raccontare perché la preistoria ci riguarda, come la si ricostruisce in assenza di fonti scritte e cosa ci dice sulle origini dei conflitti.

  • Venerdì 30 ottobre, ore 12:00 – Terramare tra realtà e mito, a cura di Andrea Cardarelli (Presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e Accademico dei Lincei)

Per molti, Terramare è il mondo fantastico creato da Ursula K. Le Guin e portato sullo schermo dallo Studio Ghibli. Ma il nome ha una storia più antica: dall’Ottocento indica una delle civiltà più avanzate dell’Europa dell’età del Bronzo, fiorita nella pianura padana centrale tra 3650 e 3170 anni fa. Le collinette che punteggiavano la pianura, scavate per ricavarne un terriccio fertile (la “terramara”), si rivelarono infatti i resti di villaggi preistorici. In circa cinque secoli centinaia di abitati trasformarono profondamente il paesaggio, fino a un brusco collasso, forse innescato da un cambiamento climatico. Il quadro archeologico sarà messo a confronto con la saga dei Pelasgi tramandata da Dionigi di Alicarnasso: coincidenza o realtà?

  • Sabato 31 ottobre, ore 12:00 – Nuraghi – Le pietre raccontano, a cura di Anna Depalmas (Università degli Studi di Sassari)

Migliaia di torri di pietra segnano da oltre tremila anni il paesaggio della Sardegna. Chi le costruì, e perché? Partendo dalle tecniche costruttive, dagli spazi e dalle tracce lasciate da chi li abitò, il talk racconta i nuraghi non come monumenti isolati ed enigmatici, ma come parte di un mondo complesso fatto di villaggi, tombe monumentali, luoghi di culto, attività produttive e relazioni con il Mediterraneo. E poi le storie, i miti e le immagini che nei secoli, fino alla narrazione contemporanea, hanno costruito l’idea della Sardegna antica: per distinguere ciò che la ricerca può ricostruire dalla fascinazione, altrettanto significativa, che questi monumenti esercitano ancora oggi.

  • Domenica 1° novembre, ore 12:00 – Le statue-stele della Lunigiana: almeno 5000 anni di storia e storie ancora da scoprire!, a cura di Marta Colombo (Soprintendenza di Lucca, Massa Carrara e Pistoia) e Marco Serradimigni (archeologo libero professionista)

Il 29 dicembre 1827, a Zignago, la terra restituì un guerriero di pietra: la prima di 87 statue-stele scoperte in due secoli. Antenati, simboli, sentinelle a guardia del territorio? Distribuite lungo i corsi d’acqua e i crinali della Lunigiana, si arrestano bruscamente allo spartiacque appenninico. Dalle più antiche, dell’età del Rame, rinvenute ancora allineate a Pontevecchio nel 1905, a quelle con la caratteristica testa “a cappello di gendarme”, forma unica in Europa, fino alle statue a tutto tondo di guerrieri dell’età del Ferro. Molte furono abbattute e sepolte; riemerse nei secoli, finirono murate in case e chiese come gradini e architravi. A duecento anni dalla prima scoperta sappiamo ancora pochissimo di chi le scolpì: le risposte sono ancora sotto terra.

DOVE TROVARCI

Comics&Science PALACE – Via della Zecca 41 (Convictus), Lucca

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