È venuto a mancare Marcello Piperno

Marcello Piperno a Melka Kunture

Lunedì 14 febbraio, dopo una lunga malattia, è morto, all’età di 76 anni, Marcello Piperno.
Studioso del Paleolitico di fama internazionale, Piperno è ben noto soprattutto per gli scavi
effettuati in Etiopia, nell’area di Melka Kunture, ricca di siti olduvaiani e acheuleani in
collaborazione con Jean Chavaillon dal 1999 al 2010; in questa località, inoltre, ha creato anche un
Museo.
Un altro importante scavo diretto da Piperno è quello del giacimento del Paleolitico inferiore di
Notarchirico (Venosa), altro sito in seguito musealizzato; nel Lazio va ricordata la ricerca negli anni
Ottanta alla Grotta Guattari (San Felice Circeo, LT), in cui effettuando un calco della
paleosuperficie e analizzando la tafonomia del deposito si potè capire per la prima volta l’influenza
delle iene come agenti della formazione dello stesso.
Va anche ricordata la sua partecipazione all’équipe che lavorò sull’importante scoperta dell’Uomo
di Altamura e gli scavi della grotta di San Sebastiano (Mondragone, CE), sito ascrivibile a un
orizzonte (l’aurignaziano) fino ad allora poco conosciuto in Campania.
A Piperno si devono anche le ricerche effettuate negli anni Novanta del secolo scorso nel Vallo di
Diano per poterne ricostruire il popolamento in età pre- e protostorica.
Nel Medio Oriente va ricordata la sua lunga collaborazione con Maurizio Tosi che lo portò a
scavare e in seguito a pubblicare, assieme a Sandro Salvatori, la necropoli di Shar-i-Shokta, del III
millennio a.C.
Dopo lunghi anni in cui lavorò come Ispettore preso l’allora Soprintendenza Speciale per la
Preistoria e l’Etnografia, nel 1992 divenne professore associato di Paletnologia presso l’Università
Federico II di Napoli; in seguito fu professore ordinario della stessa materia presso l’Università La
Sapienza di Roma.
Autore di numerose pubblicazioni e organizzatore di importanti convegni internazionali, va anche
ricordato il costante impegno nella divulgazione di alto profilo; come esempio può essere citata
l’edizione italiana del Dizionario di Preistoria di A. Leroi Gourhan da lui curata agli inizi degli anni
Novanta.
Esponente della generazione che innovò l’archeologia italiana, soprattutto nei metodi di lavoro sul
campo, Marcello Piperno lascia un vuoto che sarà difficile colmare.