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La corrispondenza tra Paolo Graziosi e Luigi Bernabò Brea

La riscoperta di un’ingente parte del carteggio tra il fondatore dell’IIPP Paolo Graziosi ed il Soprintendente alle Antichità – prima della Liguria e successivamente della Sicilia Orientale – Luigi Bernabò Brea, permette di approfondire il contesto in cui si svilupparono i loro rapporti professionali e personali. Ma non solo: il carteggio ci restituisce la fotografia di un momento unico e preciso in cui furono poste le basi per una rinascita della ricerca preistorica in Italia.

Questo è stato possibile grazie al Museo “Luigi Bernabò Brea” nelle persone del Direttore Rosario Vilardo e del Funzionario Direttivo Archeologo Maria Clara Martinelli che, una volta ritrovati i documenti, hanno voluto condividere con l’IIPP questa scoperta trasmettendo le missive scansionate in formato digitale.

Luigi Bernabò Brea nel 1998 (credit Archivio del Museo “Luigi Bernabò Brea” di Lipari)

 

 

Queste lettere sono state scritte e inviate tra il 1943 e il 1954 e testimoniano undici anni di corrispondenza tra i due studiosi in cui emerge non solo un confronto continuo tra archeologi, ma anche una stima reciproca e una profonda amicizia.

Molto significativa è la prima lettera, del 23 agosto 1943, in cui Graziosi esprime a Bernabò Brea il desiderio di pubblicare “una nuova rivista di preistoria la quale dovrebbe trattare, con criteri moderni, in particolare modo dei problemi del paleolitico, ospitando però anche articoli e memorie sul neolitico e i metalli”. Graziosi, nonostante le difficoltà di quel periodo legate al conflitto bellico, prevede di pubblicare il primo numero nel 1946, come di fatto è poi avvenuto nel 1946 con l’uscita del primo volume della Rivista di Scienze Preistoriche.

Paolo Graziosi alle Isole Eolie nel 1966 (credit: Archivio fotografico IIPP)

Le numerose missive inviate nel corso degli anni ci rivelano la continua e intensa collaborazione tra i due studiosi. Ne sono un esempio le lettere in cui Graziosi esorta Bernabò Brea a inviargli i suoi contributi affinché vengano pubblicati sulla Rivista di Scienze preistoriche e sul Notiziario di Preistoria e Protostoria; non mancano le comunicazioni sull’invio di materiale archeologico e fotografico tra i due studiosi, ulteriore prova del loro stretto rapporto professionale.

Nelle 56 missive, composte da circa un centinaio di pagine, vengono citati scavi e progetti che hanno segnato la storia dell’archeologia tra i quali i primi scavi a Levanzo, la scoperta e la relazione del primo sopralluogo a Grotta della Strega a Toirano, notizie di scoperte allora inedite riguardo pitture rupestri nella Sicilia Orientale, le Arene Candide e San Teodoro.

 

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