Archeologia rupestre in Valcamonica: Dos Cüi, un caso di studio

Rivista di Scienze Preistoriche, LV (2005)

La roccia di Dos Cüi è situata a 475 di quota sul versante orografico sinistro della Valcamonica, all’interno del territorio della Riserva Regionale Incisioni Rupestri Ceto-Cimbergo-Paspardo, area Foppe di Nadro. Il toponimo indica un dosso situato nei pressi di ripari sottoroccia (Il Dosso dei Covi), presenti alla base della vicina parete rocciosa. La superficie incisa fu scoperta nel 1957-58 da Giovanni Rivetta, successivamente rilevata nel 1962 e nel 1963 dallo stesso Rivetta unitamente all’équipe guidata da E. Anati. Fu pubblicata nel 1967. L’autore del presente contributo ha prodotto un nuovo rilievo integrale, eseguito a contatto tramite controllo a luce radente. Per la prima volta in Valcamonica questo rilievo è stato restituito in grafica vettoriale. Le 240 figure di Dos Cüi sono state inserite in un apposito database, composto da una scheda di roccia e da una scheda di figura. Sono state elaborate otto tavole tipologiche, che ricalcano le categorie utilizzate nella scheda di figura antropomorfi schematici, altri antropomorfi, armati, bovidi ed arature, armi, figure geometriche topografiche, altre figure geometriche). Fondamentale lo studio delle sovrapposizioni, a conferma di una lunga e dettagliata sequenza cronologica. Tale sequenza corrisponde in buona misura ad una differenziata distribuzione spaziale delle varie fasi incisorie. La prima fase incisoria è costituita dalla rappresentazione di campi coltivati a forma irregolare (Neolitico), seguiti da figure topografiche con rettangoli a contorno (Neolitico Finale – Rame 1), da pugnali e scene di aratura della piena età del Rame, da antropomorfi schematici dell’età del Bronzo Medio-Recente e Finale e infine da armati e costruzioni (granai) dell’età del Ferro. Notevole la possibilità di comparare le figure incise con i corrispondenti reperti di cultura materiale, in particolare per quanto riguarda i pugnali di tipo remedelliano (prima metà del III millennio) e le spade ad antenne di tipo hallstattiano occidentale (seconda metà VIII sec. a. C. – prima metà VI sec. a. C.). Peculiare la presenza di scene e di figure dell’età del Rame (pugnali ed arature) la cui incisione è normalmente riservata alle composizioni monumentali; ciò può fornire una chiave interpretativa, suggerendo una pratica incisoria di tipo individuale, e stimolare una connessione con il vicino riparo sottoroccia, non ancora indagato archeologicamente.

A. ARCÀ – Archeologia rupestre in Valcamonica: Dos Cüi, un caso di studio

Lascia un commento